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Diario


23 giugno 2006

REFERENDUM

Domenica 25 e lunedì 26 giugno si votail referendum confermativo della legge di riforma costituzionale approvata nella passata legislatura. Trattandosi di un referendum confermativo, non serve il quorum e quindi l'esito della consultazione sarà valido anche se andrà a votare una sola persona.
Sostengo con forza le raigoni del sì alla riforma innanzitutto perché dire di no sarebbe rendere la Costituzione immodificabile per decenni, visto che ampi settori del centrosinistra non vogliono discutere alcuna modifica futura, e significa inoltre mantenere in vigore non la Costituzione approvata nel 1948, ma una Costituzione già modificata dal centrosinistra. Le modifiche apportate dallo schieramento di Prodi hanno solo creato confusione istituendo una competenza comune tra lo Stato e le regioni  su molte materie, ottenendo come conseguenza innumerevoli conflitti tra il governo centrale e quelli locali. La riforma rimette ordine tra le competenze, dà più unità allo Stato restituendogli molte competenze e ne assegna tre alle regioni: polizia locale, organizzazione scolastica e organizzazione sanitaria. Ciò non significa però che le regioni potranno avere venti ordinamenti scolastici e sanitari diversi, dato che ciò contrasterebbe con il principio d'interesse nazionale, che proprio il centrosinistra, che tanto parla di unità, aveva cancellato con la sua riforma.
Dire sì significa accettare queste modifiche assolutamente positive, ma vuol dire anche dare il via ad una prima riduzione dei parlamentari (-175 tra deputati e senatori) e allo svecchiamento delle istituzioni, con dei limiti d'età più bassi per divenire deputato, senatore e Presidente della Repubblica.
Votare sì significa poi porre fine all'esistenza di due camere (Senato e Camera dei Deputati) che fanno esattamente le stesse cose: grazie alla riforma la Camera si occuperà delle materie riservate allo Stato, mentre il senato, divenuto federale, si dedicherà alle materie riservate alle regioni.
Infine, il sì al referenum equivale ad un via libera ad un riconoscimento del ruolo del premier in linea con quanto avviene in tutti i Paesi occidentali: il premier sarà eletto dai cittadini ed avrà il potere di nominare e revocare i ministri, in modo che non possa più esserci nella storia italiana un caso Calderoli.
Il voto di domenica e lunedì e fondamentale per non buttare via ogni possibilità di adeguare la Costituzione ai tempi moderni. Se il sì non passasse amplissimi settori del centrosinistra bloccherebbero ogni futura modifica, se invece il sì vincesse si potrebbero discutere insieme future modifiche, ma nel frattempo si sarebbero fatti motli passi in avanti e si sarebbe posto rimedio ai gravissimi danni arrecati alla Costituzione da quel centrosinistra che fa solo finta di volerla difendere.
Per questo motivo domenica 25 e lunedì 26 giugno andate a votare numerosi, e votate sì.




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21 giugno 2006

RIECCOMI

Questa volta ritorno per davvero. Innanzitutto mi scuso con tutti coloro che in questi mesi hanno atteso il mio rientro, ma purtroppo dei problemi personali non mi hanno consentito di trovare tempo da dedicare al mio blog. Ora che è tutto risolto ritorno con un post volto ad esprimere alcune considerazioni sui principali avvenimenti politici verificatesi nel mio periodo di assenza da internet. Domai mi dedicherò invece al referendum costituzionale.
1) Presidenze delle Camere: non credo che Marini e Bertinotti abbiano capito molto del proprio ruolo, visto che li vedo molto più esprimere le proprie opinioni che fare gli arbitri. L'elezione di Marini è stata poi la prima figuraccia del centrosinistra, che ha dimostrato la propria debolezza al Senato non riuscendo, come avevano invece assicurato molti esponenti di questo schieramento, ad eleggere il senatore della Margherita alla prima giornata di votazioni.
2) Presidente della Repubblica: la seconda figuraccia del centrosinistra, che puntava ad eleggere D'Alema ma non è riuscito a mantenere la candidatura a causa della mancata coesione interna, ed ha dovuto ripiegare su Napolitano. Quest'ultimo si è rivelato finora una persona equilibrata nonostante la sua chiara provenienza politica, ma è stato eletto con un metodo che nulla a che vedere con il metodo Ciampi e che indica in modo chiaro come, di fronte al Paese più spaccato della storia della Repubblica, il centrosinistra intenda governare nel modo più parziale della storia della Repubblica.
3) Governo Prodi: più che un governo, una barzelletta. I suoi elementi migliori, Padoa Schioppa ed Amato, sono stati ridotti a fantocci con il trasferimento delle deleghe più significative a viceministri di livello nettamente inferiore, quali Visco (il tassatore che nessuno rimpiange) e Minniti. Per il resto, il centrosinista ha fatto con questo governo la sua terza figuraccia, in quanto non è riuscito per mancanza di coesione interna a farlo nascere prima dell'elezione del Presidente della Repubblica, come invece il finto leader Prodi voleva. La prima riforma di questo governo è stata attaccare violentemente una riforma fatta proprio dal centrosinistra ( la legge Bassanini) moltiplicando fino all'inverosimile le poltrone per soddisfare tutti i partit e le correnti, ed ottenendo così il governo più numeroso e più costoso della storia italiana. A ciò si aggiunge il fatto che l'unico senso che questo governo ha è la vendetta di D'Alema nei confronti di Fassino. L'assenza di quest'ultimo è poi un ulteriore fattore di debolezza, dato che il governo nasce senza il segretario del maggiore partito tra quelli che lo sostengono. Infine, tra i numerosi ministri di second'ordine, non si contano più quelli che parlano sempre e solo a titolo personale e mai per l'esecutivo, proponendo di volta in volta stanze del buco e matrimoni gay.
4) Presidenze delle commissioni: L'Unione voleva fare man bassa, ed ha così collezionato la sua quarta figuraccia, perdendo al Senato ben due commissioni: quella sull'industria, che è andata alla CDL grazie al voto di Pallaro, uno dei senatori su cui dovrebbe reggersi la maggioranza al Senato, e quella sulla difesa, persa a causa di una faida interna.
5) Elezioni amministrative: un voto che ha confermato le politiche, e che ha indicato che per la rivincita il centrodestra dovrà attendere ancora un po'. Il centrosinistra, intanto, non sfonda.




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28 aprile 2006

IL CENTROSINISTRA IN CAMPANIA

Rimando i post sulle elezioni dei Presidenti di Camera e Senato al momento in cui entrambe saranno definitivamente concluse. Piuttosto che passare il tempo a ragionare su Franco e Francesco, preferisco concentrarmi su un altro argomento, magari meno noto ma ugualmente molto interesante. Da un po' di tempo sto seguendo la campagna elettorale per le elezioni amministrative che si terranno il 28-29 maggio, rivolgendo particolare attenzione alla mia regione, la Campania, nella quale si voterà in tre capoluoghi di provincia e nel capoluogo di regione. La Campania, alle precedenti regionali, si è qualificata come regione "rossa" con una vittoria bulgara di Bassolino. Poi, alle politiche, il centrosinistra ha perso tantissimi voti ed ha ottenuto il premio di maggioranza al Senato per un soffio, complici la discesa in campo di Berlusconi, ma anche l'insofferenza dei miei corregionali per le politiche scellerate dell'amministrazione Bassolino e una buona azione dei vari partiti della CDL, primo tra tutti Forza Italia che si è riorganizzato ottimamente e con molta umiltà, ed ha ottenuto il 16% in più delle regionali. Bassolino ha davvero vacillato per la prima volta e l'impero da lui creato in Campania ora è entrato in crisi un po' ovunque. Ritengo che la situazione in cui il centrosinistra versa nei comuni in cui si voterà sia emblematica della crisi d'immaigne del governatore e dei suoi soci. Per farlo capire a tutti, basteranno pochi cenni su queste quattro città.
- Napoli: il candidato della sinistra è Rosa Russo Iervolino, sindaco uscente. I partiti non hanno fatto grande fatica a convergere su di lei, ma una cospicua frangia della società civile vicina al centrosinistra, disapprovando questa scelta, si è schierata con un candidato autonomo di sinistra, il maestro di strada Marco Rossi Doria. Ogni tentativo di mediazione è fallito, e non si è ancora sicuri del fatto che la Rosa nel Pugno sostenga la Iervolino, candidato molto vicino a Bassolino. Qui la CDL schiera invece compatta un candidato molto prestigioso, l'ex prefetto di Napoli Franco Malvano (Forza Italia).
- Benevento: Unione compatta su Fausto Pepe dell'UDEUR, ma la decisione è arrivata dopo l'ennesimo colossale litigio interno per questioni di poltrone. Questa volta l'oggetto del contendere tra UDEUR e Margherita, che sembra averla spuntata, è stata la presidenza dell'Iacp (istituto autonomo case popolari). Ovvia conseguenza della politica di spartizioni e lottizzazioni consacrata da Bassolino. Qui la CDL compatta schiera, dopo qualche fibrillazione, l'uscente Sandro D'Alessandro (AN).
- Salerno: qui l'amministrazione guidata dal diessino De Biase ha avuto grossi problemi con la giustizia. Il sindaco uscente non è stato ricandidato e nel centrosinistra è scoppiata la guerra sul suo successore. A scendere prepotentemente in campo è stato un diessino di ferro, Vincenzo De Luca, eletto sindaco della città nel 1997 con oltre il 70% dei voti, ed acerrimo nemico di Bassolino. De Luca ha atteso un via libera unitario, che non è arrivato, ed allora ha ben pensato di candidarsi da solo, sostenuto dai DS locali. Fassino gli ha negato il simbolo e il resto dell'Unione correrà contro di lui candidando l'eurodeputato della Margherita Alfonso D'Andria. Due candidati della sinistra, contro un unico candidato della CDL, l'ex parlamentare Antonio Marotta (UDC). 
- Caserta: qui è avvenuto il capolavoro. Come accade molto spesso quando ci sono forti problemi interni, si è fatto ricorso alle primarie. Bassolino sperava di piazzare anche a Caserta un suo uomo, Gianfranco Alois, ed era certo che quest'ultimo avrebbe vinto la consultazione popolare, che ha invece premiato per 30 voti Nicodemo Petteruti, vicino all'UDEUR. Ed a questo punto i partiti riformisti che riformisti non sono hanno dimostrato non solo di saper accettare molto meno di Berlusconi una sconfitta di misura, ma anche di voler considerare le primarie solo quando i loro risultati fanno comodo. Ciò ha dimostrato quello che dico sempre io, cioè che un giusto strumento come le primarie viene ridotto da questa sinistra al rango di espediente da sfruttare solo in certe occasioni. Infatti molti partiti della sinistra hanno messo in discussione fino all'ultimo il risultato elettorale, ed hanno tirato dalla loro parte persino l'UDEUR. Mastella, infatti, evidentemente molto più interessato alle poltrone di Benevento, ha definito Petteruti candidato non riconducibile al suo partito e per dimostrare il suo distacco ha anche rilevato Sandro De Franciscis (il Presidente della Provincia di Caserta, mastelliano ma vicino al vincitore delle primarie) dal ruolo di coordinatore provinciale dell'UDEUR. Prodi ha chiesto il rispetto delle primarie, ma come al solito ha dimostrato di non contare nulla. Ieri DS, Marghertia ed altri hanno deciso di infischiarsene delle primarie ed hanno candidato a sindaco proprio il bassoliniano sconfitto Alois. Risultato: due candidati della sinistra, supportati da due pezzi della coalizione, contro un ottimo candidato unitario della CDL, il prefetto Paolino Maddaloni, vicino a Forza Italia.
Questa è, cari lettori, la divertentissima barzelletta della sinistra campana. Il giudizio agli elettori.




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26 aprile 2006

ANDREOTTI

Il senatore Andreotti ha appena annunciato di non avere intenzione di ritirare la sua candidatura a Presidente del Senato. Ammiro innanzitutto la grande tenacia dell'ex Presidente del Consiglio ormai 87enne, che io preferirei nettamente a Marini come seconda carica dello Stato. Non mi sbilancio però su un esito favorevole ad Andreotti stesso nella votazione di venerdì in quanto, nonostante ritenga la coesione della sinistra pari quasi a zero, non credo che le spaccature e le difficoltà legate alla maggioranza molto esigua si paleseranno già dalla prima votazione. Ma se anche dal weekend in poi il Presidente di Palazzo Madama dovesse essere Marini, resterebbe sul tavolo un preciso problema politico: siamo alla prima votazione al Senato e Prodi, per non finire in minoranza, deve tenere una settimana di incontri. Ciò può funzionare ora, e credo che funzionerà, ma potrà andare avanti per cinque anni, con il Presidente del Consiglio che, ogni volta che si vota al Senato, deve ancorarsi ai vari Mastella, senatori a vita, Pallaro, senatori della SVP di turno? D'altronde, l'ha detto anche Cesare Salvi, autorevole esponente dei DS, che il Senato con due voti di maggioranza è ingovernabile, e tra l'altro in caso di elezione di Marini il vantaggio si ridurrà ad 1 solo senatore, quindi... 




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25 aprile 2006

COMPLIMENTONI

Complimentoni agli estremisti di sinistra, che l'Unione condanna senza però rinunciare ad attrarre i loro voti, che oggi a Milano hanno fischiato ed insultato il candidato sindaco della CDL, Letizia Moratti, presente al corteo del 25 aprile per festeggiare da italiana la festa di tutti gli italiani insieme al padre, un invalido medaglia d'argento e di bronzo da partigiano e deportato nel campo di sterminio di Dachau. Vergogna!!!!!!!




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24 aprile 2006

PRESIDENZE

I giornali vicini al centrosinistra sono delusissimi, gli elettori di Prodi lo sono ancora di più. L'Unione si è infatti subito manifestata per la sua vera natura, dando vita ad un disgustosissimo mercato di poltrone che coinvolge senza ritegno anche la Presidenza della Repubblica. La sinistra riformista che riformista poi non è ha dovuto ingoiare un amarissimo boccone con la rinuncia di D'Alema alla Presidenza della Camera in favore di Bertinotti, rinuncia che non ha nulla di eroico, ma che altro non è se non una resa che il presidente dei DS ha dovuto accettare questa imposizione per non far saltare subito la coalizione ed. Ma il centrosinistra ha già sfiorato la crisi e la risfiora al Senato, dove si andrà alla conta dei voti per eleggere il Presidente tra Andreotti e Marini.
Insomma, il governo non è ancora nato e già sta rischiando per la seconda volta di non vedere nemmeno la luce. E mentre Mastella minaccia appoggio esterno, Bertinotti propone leggi vendicative e Prodi strumentalizza il 25 Aprile, già non si hanno certezze sulla maggioranza al Senato, e siamo prossimi solo alla prima seduta. Bene...




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17 aprile 2006

FINANCIAL TIMES

Oggi il Financial Times ha stroncato i sogni del governo Prodi predicendo instabilità ed ingovernabilità tali addirittura da aprire all'Italia la via dell'uscita dall'Euro. Non so se i toni siano esagerati o se si tratti di un'analisi economica fondata, certo è che il quotidiano sposa in pieno le mie tesi, proprie anche di molti elettori della sinistra, sulla tenuta che avrebbe con 2 seggi di maggioranza al Senato un eventuale governo formato dal professore. La cosa più comica è però come diversi esponenti del centrosinistra si affrettino, come è già accaduto nei giorni precedenti, a dire che queste preoccupazioni sono inutili, dato che la situazione attuale ricorda molto quella del 1996, quando Prodi aveva sei seggi di maggioranza. A questi signori andrebbe ricordato che l'Italia dovrebbe preoccuparsi proprio perché questo paragone è valido: come è vero infatti che allora Prodi aveva pochi seggi di maggioranza è anche vero che allora proprio per questo il governo Prodi CADDE dopo soli due anni. Anzi, stando a questa logica, oggi dovrebbe andare ancora peggio visto che i seggi di maggioranza si sono più che dimezzati (da sei a due). Complimenti ai politici per questo autogol. E la domanda è allora sempre più pressante: se Prodi formerà l governo, quanto durerà la sua esperienza da premier? Si accettano scommesse...




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14 aprile 2006

POST SCRIPTUM

Quasi lo dimenticavo. Per dare certezza al risultato elettorale, credo che il riconteggio delle schede bianche ecc. convenga a tutti  perché metterebbe la parola fine ad ogni polemica. Io ho la sensazione che non cambierebbe nulla, ma ritengo che sarebbe bene esercitare questa pratica democratica nel pieno rispetto della legge, come già è avvenuto in passato. Ed allora credo che tutti abbiamo interesse ad aderire ad un appello in tal senso al Presidente Ciampi. Per firmare connettersi a www.ricontiamo.com .




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14 aprile 2006

I RISULTATI DELLE ELEZIONI

Finalmente trovo il tempo per scrivere. Sono giorni che commento oralmente l'esito del voto del 9-10 aprile ma fino ad oggi non sono mai riuscito a falro per iscritto.
Ed allora, apro con il riconoscere ovviamente la vittoria di Prodi e con il fare i complimenti al centrosinistra per questo. Ammetto la sconfitta però con un fondo di contentezza dovuta a diversi fattori. Innanzitutto il fatto che si sia trattato davvero di una vittoria di misura (0,07% in più alla Camera e 1% in meno della CDL al Senato, dove però i meccanismi elettorali attribuiscono al centrosinistra 2 senatori in più). Questo dato mi ha fatto piacere per molti versi: innanzitutto perché dal putno di vista aritmetico non si può parlare di sconfitta ma tutt'al più di Italia spaccata in due. Poi perché una vittoria di questo tipo sgonfia enormemente le pretese del centrosinistra di vittoria netta e rivela la scarsissima consistenza della primavera prodiana. Vedere un distacco di tal genere mi ha sollevato anche perché per tutto il pomeriggio dilunedì, quando gli exit poll davano al centrosinistra un vantaggio del 5-10%, sono stato in preda allo sconforto, avendo la sensazione di aver fatto due mesi di campagna elettorale inutilmente. E invece così non è stato, la nostra campagna elettorale è stata molto efficace, e questo è un altro aspetto importante. Questo voto non segna infatti la fine politica di Berlusconi, ed è per questo che tra moltissimi elettori di centrosinistra serpeggia più delusione che soddisfazione (così come, a parti invertite, tra noi di centrodestra c'è anche molta soddisfazione). La fine politica del premier ci sarebbe stata se l'esito del voto fosse stato quello indicato dagli exit poll, perché in tal caso si sarebbe rivelata inutile una campagna elettorale condotta sui tmei cari a Berlusconi ed in perfetto stile berlusconiano. Invece se si è sfiorato il pareggio è stato proprio grazie all'azione del premier, che ha fatto da traino a tutta la coalizione, portando tra l'altro a casa un ottimo risultato per il suo partito. Il dato che certamente più mi fa piacere di queste elezioni è infatti senza dubbio il risultato del mio partito, primo partito nella mia isola, Ischia, primo partito a Napoli, nella provincia di Napoli, nella mia regione, la Campania, e primo partito nazionale con il 6,5% in più dei DS, che escono dal voto chiaramente sconfitti, guadagnando solo lo 0,9% in più rispetto al 2001. Di Berlusconi quindi non ci si libererà certamente adesso, anzi. Trema invece adesso Bassolino mentre finisce la luna di miele tra i governatori di centrosinistra e il Piemonte, il Friuli, il Lazio e la Puglia.
Credo che sia molto difficile governare un ramo del Parlamento con due seggi di maggioranza, considerato anche il fatto che tale vantaggio sarà dimezzato dalla nomina del Presidente del Senato. Al di là di ciò, però la CDL deve fare tesoro di questo risultato caratterizzato da una straordinaria rimonta e sfruttarlo al meglio nelle prossime elezioni, a cominciare dalle prossime amministrative, sia in Friuli tra due settimane, sia soprattutto in quelle di magigo, che coinvolgeranno anche Napoli, città in cui ora il centrosinistra finalmente barcolla. Dando una bella prova di coesione si potrà affrontare al meglio anche un eventuale, e secondo me molto probabile, ritorno anticipato alle urne.




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13 aprile 2006

SCUSE

Scusate per il ritardo del post di commento sulle elezioni, ma non ho molto tempo per scrivere. Spero di poter riuscire a scriverlo entro oggi.




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Il termine "riformista" è stato molto spesso utilizzato dalla sinistra per definire se stessa. Ma tale aggettivo non è una semplice etichetta, è una qualifica che un partito o uno schieramento politico deve meritare ed ottenere con i fatti. Ed i fatti negli ultimi cinque anni hanno albergato nel centrodestra e non nella sinistra. Convinto sostenitore del Polo delle Libertà prima, della Casa delle Libertà ora, ed in particolare di Forza Italia, sin dall'inizio, ho deciso di aprire questo blog per poter parlare di riformismo e di riforme in modo serio ed obiettivo e dimostrare come possa dirmi progressista e non conservatore proprio perché voto, come il nome del blog suggerisce, CENTRODESTRA.

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